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Solaris (1972) BDRip 576p ITA RUS AC3 5.1 Sub

Solaris (1972) BDRip 576p ITA RUS AC3 5.1 Sub

tonyangelo
Venerdì 17 Ottobre 2025
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Solaris (1972) BDRip 576p ITA RUS AC3 5.1 Sub





Titolo originale: Soljaris
Regia: Andrei Tarkovsky
Cast: Natalya Bondarchuk, Donatas Banionis, Yuri Charvet, Jüri Järvet, Vladislav Dvorzhetskiy
Genere: fantascienza
Nazione: URSS
Anno: 1971
Durata: 165'




Tarkovskij è un'artista: non gira film ma opere d'arte, svincolate dalle logiche comuni che regolano la produzione - anche fantascientifica - “normale”. In questo senso è accostabile a Kubrick, che proprio nella fantascienza (con 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO) ha trovato anch’egli il terreno più adatto a sviluppare la propria concezione di cinema: stesso stile (e)statico, medesimo approccio filosofico, la ricerca di una qualità visiva unica raggiunta attraverso movimenti lentissimi, consequenzialità imperscrutabili e musiche classiche solenni (in SOLARIS Bach la fa da padrone con temi per organo di raro fascino). Tarkovskij però, che ha adattato un romanzo di Stanislaw Lem, sposta il discorso dallo spazio esterno e quello interno; SOLARIS non conta alcun vero effetto speciale: niente modellini, computer giganteschi, tute spaziali e un oceano pensante a sostituire il monolite kubrickiano, ripreso mentre si avvita a spirale con gorghi ribollenti o soggiace placido agli sguardi degli “astronauti”. La stazione spaziale consiste, a quanto si vede, di un corridoio curvo percorso i innumerevoli volte e di camere assimilabili a quelle di una qualsiasi pensione di lusso, mentre il protagonista vi si aggira in maglioncino, gilet o addirittura giacca e cravatta. E’ chiaro che il regista russo ha puntato non sul look futuristico ma sullo stile personale, con una storia che - a ben vedere - è più banale e esile di quanto non si creda, stirata oltretutto per due ore e tre quarti col risultato di provocare inevitabilmente sonnolenza. Lo salva l'altissima qualità delle scelte visive e l’incedere ieratico del film, il misterioso alternarsi tra colore e bianco e nero. Dialoghi ridotti all'osso e tanta poesia.









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