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Van Adams (Superba Comix 3 – I Valdi Editore 1982)
CBR
Citazioni da “Ramon Cipressi: Fantascienza come Spettacolo” di Claudio Bertieri, critico e scrittore.
Illustratore, Designer ed Ingegnere con, alle spalle una laurea in complicate specialità aeronautiche, Cipressi è un lettore attento di quella colorata e laseriana epopea visiva che, nata con Flash Gordon di Alex Raymond, passando per 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick, è approdata all’universo di Star Wars (George Lucas) per sublimarsi nello splendido decadentismo di Blade Runner (Ridley Scott).
Cipressi è uno spettatore fedele al genere ed è intrigato in prima persona in un avvenirismo tecnologico insinuante e serpentino. Come illustratore ripassa Al Williamson (uno degli epigoni di Raymond nel proseguire la lunga epopea extraterrestre) e nello stesso tempo, rilegge il grande Alex confessandone i debiti e le suggestioni.
Cipressi è un narratore della nuova generazione che vive il suo tempo, reale e fantastico, traendone suggerimenti e tensioni. Che se ne appropria con noncuranza, modificandoli e strumentalizzandoli per corrispondere alla propria urgente necessità di voyeur. E’ istintivo e raffinato. Una volta acquisita la grazia del mestiere e l’abilità ambigua dell’esperienza sa intessere le infinite immagini di chi ha compreso quali debbano essere oggi i segni trascinanti del favoliere.
In fondo anche in “Van Adams”, monografia che si distingue per la raffinata eleganza formale, è sempre un lontano canovaccio a stabilire gli obblighi dello spettacolo: l’Eroe, il Cattivo, la Bella, il Mago. Hanno soltanto cambiato nome ed indossano vesti consone ad una “Chanson de Geste” del domani.
Illustratore, Designer ed Ingegnere con, alle spalle una laurea in complicate specialità aeronautiche, Cipressi è un lettore attento di quella colorata e laseriana epopea visiva che, nata con Flash Gordon di Alex Raymond, passando per 2001 Odissea nello Spazio di Kubrick, è approdata all’universo di Star Wars (George Lucas) per sublimarsi nello splendido decadentismo di Blade Runner (Ridley Scott).
Cipressi è uno spettatore fedele al genere ed è intrigato in prima persona in un avvenirismo tecnologico insinuante e serpentino. Come illustratore ripassa Al Williamson (uno degli epigoni di Raymond nel proseguire la lunga epopea extraterrestre) e nello stesso tempo, rilegge il grande Alex confessandone i debiti e le suggestioni.
Cipressi è un narratore della nuova generazione che vive il suo tempo, reale e fantastico, traendone suggerimenti e tensioni. Che se ne appropria con noncuranza, modificandoli e strumentalizzandoli per corrispondere alla propria urgente necessità di voyeur. E’ istintivo e raffinato. Una volta acquisita la grazia del mestiere e l’abilità ambigua dell’esperienza sa intessere le infinite immagini di chi ha compreso quali debbano essere oggi i segni trascinanti del favoliere.
In fondo anche in “Van Adams”, monografia che si distingue per la raffinata eleganza formale, è sempre un lontano canovaccio a stabilire gli obblighi dello spettacolo: l’Eroe, il Cattivo, la Bella, il Mago. Hanno soltanto cambiato nome ed indossano vesti consone ad una “Chanson de Geste” del domani.
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