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Cul de sac (1966) Full BluRay ITA DD 5.1 ENG DD 2.0

Cul de sac (1966) Full BluRay ITA DD 5.1 ENG DD 2.0

tonyangelo
Domenica 18 Gennaio 2026
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Titolo originale: 
Regia: Roman Polanski
Cast: Françoise Dorléac, Donald Pleasence, Lionel Stander, Jacqueline Bisset
Genere: drammatico
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 1966
Durata: 111'




Davvero sfibrante, come la gran parte dei primi film di Roman Polanski. Molto simile, come tipo di personaggi, all’esordio del regista IL COLTELLO NELL’ACQUA (dal quale eredita l’ossessivo soffiare del vento, unico rumore a riempire i lunghi silenzi), è il tipico lavoro nato per sviluppare l'originale stile di Polanski, che fonde un surrealismo personale anche apprezzabile a una totale assenza di ritmo narrativo. E’ ciò che entusiasma la critica, non v’è dubbio (Orso d’oro al Festival di Berlino), ma che fatica a coinvolgere. Sembra un film che non sa dove andare (lo si capisce solo alla fine, quando ormai l’interesse è scemato da un pezzo), sorretto solo dalla bravura degli attori (Lionel Stander è perfetto, più del troppo istrionico Donald Pleasence e dell’algida Francoise Dorleac). Per carità, il talento registico di Polanski non si discute, la qualità di molte inquadrature lo testimonia ampiamente, ma la mancanza di una sceneggiatura capace di rivitalizzare un soggetto troppo povero si fa sentire fin da subito. Peccato, perché le prime scene promettevano bene: l'arrivo dei due gangster al castello (con Stander che lascia il socio moribondo in macchina quando sta per salire la marea che isolerà il luogo teatro dell'intera vicenda) non è priva di fascino e l'atmosfera che Polanski era riuscito a creare con un intelligente uso del bianco e nero suggeriva uno sviluppo più interessante. Invece è la stessa, medesima situazione che si trascina stancamente per l'intero film, con duetti che danno spesso la sensazione di essere improvvisati. Per vedere il vero Polanski, quello capace di trovare soggetto giusto per un film “forte”, bisognerà attendere ROSEMARY’S BABY. Poi ci sarà la ricaduta nel surreale vacuo di CHE?, ma è un altro discorso.









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