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Mangiati vivi! (1980) UHD VU 2160p Hevc HDR ITA ENG DTS-HD MA AC3 2.0 Sub

Mangiati vivi! (1980) UHD VU 2160p Hevc HDR ITA ENG DTS-HD MA AC3 2.0 Sub

tonyangelo
Domenica 12 Ottobre 2025
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Mangiati vivi! (1980) UHD VU 2160p Hevc HDR ITA ENG DTS-HD MA AC3 2.0 Sub





Titolo originale: 
Regia: Umberto Lenzi
Cast: Janet Agren, Mel Ferrer, Paola Senatore, Ivan Rassimov, Robert Kerman, Franco Fantasia
Genere: horror
Nazione: Italia
Anno: 1980
Durata: 94'




Umberto Lenzi ha sempre dimostrato notevole sollecitudine nello sfruttare tutti i generi di successo girando film a costi bassissimi e spesso nemmeno malvagi. Figurarsi se il filore I'ha lanciato lui, come in questo caso (il film era IL PAESE DEL SESSO SELVAGGIO). Per questa sua nuova incursione nel cinema avventuroso cannibalistico Lenzi chiama Janet Agren (all'epoca diva dell'erotico nostrano). MANGIATI VIVI è la triste vicenda di una coraggiosa ragazza decisa a ritrovare la ricca sorella, data per dispersa insieme a una setta di ecologi che predica il ritorno alla purificazione estraniandosi dal mondo civile e rifugiandosi nel cuore di una giungla infestata dai cannibali. Il soggetto non era dei peggiori, ma la totale mancanza di un'adeguata sceneggiatura e un eccessivo indugiare sulle immagini suggestive della selvaggia natura dello Sri Lanka (e non della Nuova Guinea, come nel film vorrebbero farci credere) appesantiscono assai un film che ha i suoi punti di forza nelle scene di sangue. In MANGIATI VIVI! le vittime fanno veramente la fine suggerita dal titolo (ad eccezione di Me- Me-Lay, la bella indigena squartata da morta, poiché la scena è rubata da ULTIMO MONDO CANNIBALE): seni asportati, orecchie tagliate e divorate quando ancora le urla di supplica si perdono nell'aria... Lenzi non è regista da mezze misure: se c'è da calcare la mano lo fa senza remore. Peccato appunto che il ritmo non sia mantenuto elevato per tutta la durata della pellicola. Le scene all'interno della comunità non sembrano girate col dovuto interesse, e nonostante il magnetismo di lvan Rassimov (è il santone Jonas, ispirato a un personaggio realmente esistito che portò, proprio come nel film, la sua comunità a un suicidio collettivo nella Guyana) troppe cose suonano false, fors’anche per colpa dell'eccessiva staticità della statuaria Janet Agren, apparentemente poco a suo agio in un contesto tanto crudo. Stupri in quantità, violenze sugli animali come da copione (il solito coccodrillo sventrato), crudeltà assortite e l'immancabile castrazione "live" fanno da contorno a un film che in ogni caso ottenne un ottimo successo, anche all'estero, e negli anni un buon culto, pur se non paragonabile all'inavvicinabile CANNIBAL HOLOCAUST.









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