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La notte (1961) UHDRip 2160p Hevc HDR ITA DTS AC3 1.0 Sub

La notte (1961) UHDRip 2160p Hevc HDR ITA DTS AC3 1.0 Sub

tonyangelo
Mercoledì 26 Novembre 2025
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La notte (1961) UHDRip 2160p Hevc HDR ITA DTS AC3 1.0 Sub





Titolo originale: 
Regia: Michelangelo Antonioni
Cast: Monica Vitti, Marcello Mastroianni, Jeanne Moreau, Rosy Mazzacurati, Bernhard Wicki
Genere: drammatico
Nazione: Italia
Anno: 1961
Durata: 122'




Antonioni dopo L'AVVENTURA continua il suo singolare percorso cinematografico estremizzando ancor di più i temi che nel film precedente sembravano emergere soprattutto nella seconda parte e che in L'ECLISSE troveranno in Monica Vitti (presenza comune dell'intera trilogia) l'interprete somma dell'incomunicabile e intraducibile disagio esistenziale che si fa stile. Stile che nella prima parte è ravvisabile ancora una volta nella straordinaria sensibilità con cui Antonioni riprende scorci suggestivi di Milano e di una Sesto San Giovanni che assume coordinate quasi magiche nella passeggiata solitaria di Lidia (Moreau): durante lo svolgimento d'una presentazione di un libro del marito Giovanni (Mastroianni), la donna infatti esce senza avvertire nessuno e vaga per la città prima di prendere un taxi e ritrovarsi in periferia. E' solo l'avvisaglia di un rapporto che si sta logorando; più per il sentimento di inadeguatezza e lontananza di lei che non di lui: ritrovatisi la sera a casa, i due raggiungono un locale notturno dove seguono le danze e i contorsionismi di una coppia di colore e poi, sempre su richiesta di Lidia, la festa in una grande villa con giardino dove si svolgerà la seconda parte del film. Qui la lontananza tra la coppia si fa progressivamente anche fisica: Giovanni e Lidia si mescolano agli invitati (mentre un'orchestrina non smette di suonare) e si fermano a parlare (più spesso ad ascoltare) i pensieri di altri. Giovanni in particolare si intrattiene con la figlia (Vitti) del padrone di casa, ambigua figura a sua volta oppressa da una una spaesatezza che la associa immediatamente ai due protagonisti; Lidia invece a lungo si muove da sola tra le terrazze vuote e l'ampio parco, intercettata solo saltuariamente da personaggi con cui intrattiene chiacchiere futili incapace di reagire a una spossatezza che la prostra. Si vive la situazione rimanendo sospesi in un clima rarefatto che è da sempre la cifra stilistica del regista; meglio centrato nella prima parte, in cui le architetture silenziose della città (in contrapposizione netta con le scene di poco precedenti in cui il rumoroso traffico del centro e il chiacchiericco alla presentazione del libro si intuiscono fondamentali per tracciare più a fondo il solco) e le sparute costruzioni in periferia danno la misura di un cinema orgogliosamente personale e unico, ammirato in tutto il mondo. Mastroianni e la Moreau, nella loro ricercata monoespressività, si fanno interpreti ideali del messaggio diventando strumenti di una comunicazione ambigua, indecisa, volutamente irrisolta. Fin dal primo incontro, nella clinica dov'è ricoverato un loro amico in fin di vita e dove una malata psiologicamente instabile li avvicina vaneggiando. Un cinema diverso, che si prende coraggiosamente i rischi di una narrazione lenta ed estatica, incappa in fasi interlocutorie che sanno di superfluo, affronta discorsi ambiziosi senza forse nemmeno saper bene come condurli, ma che rivendica un'impronta forte in futuro ripresa e sviluppata da intere correnti cinematografiche (la Nouvelle Vague). A tratti vacuo ma mai banale.









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