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Verso La Tempesta (Will Eisner)(PuntoZero)(c2c)(1998)

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Sabato 24 Febbraio 2024
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Verso La Tempesta (Will Eisner)(PuntoZero)(c2c)(1998)
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Will Eisner non è solo il padre del fumetto supereroistico che si guarda dentro con feroce autoironia e senso del paradosso. Non è solo The Spirit, insomma, non è solo quel poliziotto risorto con mascherina striminzita che Frank Miller ha ripreso e maltrattato. Eisner è il padre del fumetto moderno, è l'uomo che ha portato, probabilmente, la graphic novel a divenire genere letterario nobile. E se ci è riuscito lo deve soprattutto a questo capolavoro, Verso la tempesta, ora ristampato da Fandango Libri, sua autobiografia per immagini e suggestioni. Un viaggio personale, familiare, generazionale. Una lente su un intero paese e su un popolo, su minoranze chiassose e maggioranze solo apparentemente silenziose (parlano eccome, ma piano e alle spalle), qualcosa che inizia a Vienna nel 1910 da un padre artista e finisce durante la Seconda Guerra Mondiale, su un treno, guardando fuori da un finestrino e ricordando. Quel soldato nei pensieri del quale entriamo è proprio Will, e sta andando a combattere. Per difendere una libertà che ha sempre desiderato e raramente sperimentato. Perché con nostalgia, malinconia, dolcezza e lucida ironia ci riporta a quel razzismo di quartiere di una Grande Mela un po' marcia, ogni spicchio della quale era prevalentemente occupata da un'etnia, da immigrati che costruivano attorno a sé aure di purezza, non capendo che durante questa guerra tra poveri, tutti rimanevano impigliati in una cittadinanza di serie B. Tedeschi nazisti e comunisti persi nelle loro ideologie (meglio i secondi allora, almeno a giudicare dall'adorabile e cocciuto costruttore di barche, libero, combattivo e infelice padre della prima ragazza di Will), italiani e irlandesi contro ebrei, ebrei contro ebrei (bravo e coraggioso Eisner a mostrare la miopia snob di certi parenti e amici), la stella di Davide che ancora non era un marchio ma lo stava diventando. Persino nell'America liberatrice, che Eisner sbugiarda. Di fiancheggiatori dell'orrore, almeno a parole, ce n'erano anche dall'altra parte dell'oceano. Lo chiamano fumetto. Ma è Arte e Storia.

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